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	<title><t0NiA - Rivista di cultura inFeriore</title>
	<description>Latest forum topics</description>
	<link>http://ctonia.goboardz.com/</link>
	<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 12:19:22 GMT</pubDate> 
	<lastBuildDate>Wed, 10 Mar 2010 12:19:22 GMT</lastBuildDate> 
	
	<item><title>Cinema Sotterraneo</title><description>Cari saluti a tutti, raccolgo con piacere l'invito di Los Ale per creare un polo di dialogo sul cinema, non mi piace delimitare gli argomenti per cui si parli di ciò che l'umore suggerisce e delle visioni che sono riuscite a smuovere qualcosa...Siccome non è sempre facile sapere e comunicare di certi film e personaggi mi sembra buona cosa condiviedere qui ciò che ci interessa e ciò di cui ci piacerebbe interessarci, a presto</description><pubDate>Sun, 3 Jan 2010 16:39:48 GMT</pubDate><link>http://ctonia.goboardz.com/forum_topic.asp?ID=8977</link><guid>http://ctonia.goboardz.com/forum_topic.asp?ID=8977</guid></item><item><title>Ctonia partecipa a Nigredo</title><description>&amp;quot; Nigredo è quell’uno che non è un uno, quell’inizio che è anche fine. Quel punto in cui l’Ouroboros morde se stesso, dove il cane si morde la coda, il circolo vizioso, il vicolo cieco di ogni civiltà: la materialità della natura, dell’erotismo e della morte. Non a caso in quel punto coda e bocca si toccano: la fine è morsa dall’inizio, l’inizio giunge finalmente ad assaggiare la fine scoprendo null’altro che la circolarità dell’essere.

Nigredo che nelle scomposizioni dell’arte contemporanea diviene finalmente alchimia postumana dello scarto, dell’eccesso fuso e confuso coi piombi del mondo. Alterazione di ogni io a favore di ogni altro, viaggio nel disordine dei veleni, nella tossicità delle esistenze, da uno stato di coscienza all’altro. Rito e mito di ogni quando, nigredo è simbolo di un tragico e arcaico ri-volgersi a quella natura ferina che è corrotta piroetta di annientamento e, per questo, fanciullezza del cosmo e gioventù della terra.&amp;quot;


[IMG]http://i467.photobucket.com/albums/rr33/Los-507/nigredo.jpg[/IMG]

Indice
PROSCENIO
di Alessandro Chalambalakis
ARTE COME DISSOLUZIONE - GEORGES BATAILLE E L'ESTETICA-ESTATICA DELLA NIGREDO
di Alessandro Chalambalakis
Alchimie del verSo:
ISHTAR
di Gianluca Chierici
IX-XIV-XVIII
di Bianca Madeccia
NIGREDO#1
di Irene Leo
CANTICO DELLE OMBRE
di Romolo Carrino
LA PREVARICAZIONE PIù GRAVE
di Tiziana Cera Rosco
UN VAGITO NEL VAPORE ACQUEO
di Maria Grazia Calandrone
LE FRATTURE DELL'ANIMAMADRE
di Nina Maroccolo
ILLUSTRAZIONI di Giorgia Reggiani [The Hermetist]

Lo speciale sarà presentato Venerdì 23 ottobre, ore 20.00, a Nigredo:
collettiva d’arte contemporanea in mostra dal 15 al 31 ottobre 2009
presso Ex Lavanderia, Piazza S. Maria della Pietà, 5, Roma, Italia.

Nigredo su Exibart:

http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=78429

Nigredo su facebook:

- http://www.facebook.com/event.php?eid=133210064434

- http://www.facebook.com/home.php#/event.php?eid=149720686569&amp;ref=ts


Ctonia – Rivista aperiodica di cultura inferiore, Anno III - Speciale Nigredo, Digressioni ctonie I, Anno I, Ottobre 2009 - www.ctonia.com - e-mail: info@ctonia.com - Direzione e redazione: Alessandro Chalambalakis - Loghi, iconografia e ideazione grafica: Alessandro Chalambalakis [los@ctonia.com] - Soluzioni, esecuzione grafica e impaginazione: Alice Marras [femminilesingolare@autistiche.org] - Le illustrazioni in Proscenio e Alchimie del VerSo sono di Giorgia Reggiani [The Hermetist - dadank_@hotmail.it].

Digressioni ctonie I - Numero speciale a cura di Alessandro Chalambalakis in collaborazione con: Nigredo – Collettiva d’arte contemporanea in mostra dal 15 al 31 ottobre 2009 presso Ex Lavanderia, Piazza S. Maria della Pietà, 5, Roma, Italia. Un progetto nato da un’idea di Barbara Collevecchio. Curatori: Lori Adragna, Barbara Collevecchio, Micol Di Veroli. Allestimenti: Gabriele Pellegrini. Progetto patrocinato dell’Assessorato alla Cultura - Regione Lazio. Partner dell’evento: ArsTuaVitaMea - www.arstuavitamea.com Media Partner: Drome Magazine. Catalogo: Pietro Negri Editore, Vicenza.</description><pubDate>Fri, 25 Dec 2009 14:43:44 GMT</pubDate><link>http://ctonia.goboardz.com/forum_topic.asp?ID=16858</link><guid>http://ctonia.goboardz.com/forum_topic.asp?ID=16858</guid></item><item><title>Mostre ed eventi</title><description>Inauguro questo topic come deposito di segnalazioni riguardo a mostre, concerti, reading e quant'altro vi venga in mente in tema con la rivista (ma anche no)
Inizio con...

 [IMG]http://i267.photobucket.com/albums/ii282/pauline___/magritte.jpg[/IMG] 


Magritte il mistero della natura
Milano, Palazzo Reale
22 novembre - 29 marzo 2008 

E' importante per me evocare il più fedelmente possibile la misteriosa dimensione che risulta dall'unione o dalla trasformazione di oggetti familiari in modo tale che la nuova immagine contraddica completamente la nostra idea ingenua o erudita del mondo. L'arte è per me un modo meraviglioso per evocare il mistero, per nobilitare l'oggetto più comune e renderlo meritevole di essere rappresentato&amp;quot;.
&amp;quot;La natura ci offre lo stato di sogno che procura al nostro corpo e al nostro spirito la libertà di cui hanno assolutamente bisogno&amp;quot;.

Mistero e Natura sono le parole chiave dell'universo artistico di Renè Magritte e sono le parole che hanno guidato le scelte dei curatori della mostra.
Grazie a prestiti eccezionali del Musées Royaux des Beaux Arts de Belgique, della Fondation Magritte e di numerosi collezionisti privati, sono esposti a Palazzo Reale un centinaio di dipinti insieme ad alcune gouaches e sculture, per raccontare l'arte di René Magritte e in particolare il suo approccio al tema della natura.
Souvenir de voyage 1961
Magritte affronta questa tematica partendo dai primi, e quasi sconosciuti dipinti futuristi, passando dalle immagini più oscure del periodo fra le due guerre, fino ai celeberrimi dipinti prodotti dagli anni '50 in poi. Tra questi, si segnalano alcuni capolavori, come 'Souvenir de voyage' del 1961, che rappresenta una mela verde mascherata per il carnevale, o 'L'heureux donateur' che racchiude i motivi ricorrenti della sua visione specifica della natura, o ancora il famoso 'L'empire des lumières' con la casa immersa nel buio di un parco sullo sfondo di un cielo azzurro coperto da nuvole bianche. 

La mostra delinea così la statura di uno dei pochi artisti del '900 che ha posto la natura al centro della sua ricerca, mettendola in relazione con le caratteristiche e i limiti della vita dell'uomo moderno. 

I personaggi, gli interni, le nature morte dialogano con gli elementi della natura e compongono paesaggi &amp;quot;interpretati&amp;quot;,&amp;quot;rivisti&amp;quot;, con l'occhio di un lucido e spregiudicato intelletto moderno, sempre presente e sempre attento agli occhi dello spettatore, al punto che alcune delle icone di Magritte sono divenute ormai parte integrante del nostro immaginario collettivo. 

Per Magritte - sostiene Arturo Schwarz -il mistero era lo strumento più idoneo per distruggere le abitudini visive e la logica dei luoghi comuni. (...) I metodi preferiti per conseguire questo fine comportavano la trasformazione di un oggetto, o di una situazione, ad un livello sia fisico che semantico. (...) Un cielo notturno illuminato dal sole rappresentava, per lui, la tipica permutazione di una tale situazione e un altro modo di creare un'immagine misteriosa e perciò poetica. Come afferma lui stesso, Magritte &amp;quot;fa urlare gli oggetti più familiari&amp;quot;, per imporre, attraverso l'immagine, l'evidenza di un mistero. 

Come scrive Michel Draguet, questo mistero, che ha conosciuto numerose declinazioni nell'opera di Magritte, &amp;quot;in ultima istanza non è altro che la natura in ciò che ha di irriducibile alla cultura. La natura è onnipresente nel suo percorso artistico. Fornendo da un lato una miriade di temi che l'artista esplora e combina a piacere e costituendo d'altro canto la cornice di ogni cosa, il contenitore a partire dal quale si determina ogni forma di conoscenza&amp;quot;. La natura è il punto di fuga dell'opera di Magritte. 

La mostra, ideata da Claudia Zevi e Partners, è curata da Michel Draguet e Claudia Beltramo Ceppi in collaborazione con Charly Herscovici e Paolo Vedovi. 
  


  


Magritte il mistero della natura
Milano, Palazzo Reale
22 novembre - 29 marzo 2008 

Info Mostra
Informazioni e prenotazioni: tel. 199.199.111 

Orari
Dal martedì alla domenica, dalle 9.30 alle 19.30; lunedì, dalle 14.30 alle 19.30; giovedì, dalle 9.30 alle 22.30. 

Biglietti
Intero € 9
Ridotto € 7 - Gruppi di almeno 15 persone, maggiori di 60 anni, da 6 a 18 anni, studenti fino a 26 anni, portatori di handicap, soci touring club con tessera, militari, forze dell'ordine non in servizio, insegnanti, altre categorie convenzionate.
Ridotto speciale scuole € 4,50 - Gruppi di studenti delle scolaresche di ogni ordine e grado, gruppi organizzati direttamente da tuoring club.
Gratuito - Minori di 6 anni, un accompagnatore per disabile che presenti necessità, un accompagnatore e una guida per ogni gruppo touring club, dipendenti della soprintendenza ai beni architettonici, giornalisti iscritti all'albo, tesserati icom. 

Prenotazione
Individuale € 1,50
Gruppi € 24,00
Scuole € 10,00 

Radioguide € 30,00
L'uso delle radioguide è obbligatorio anche per i gruppi con guida propria 

 


  











 


</description><pubDate>Sun, 13 Dec 2009 15:52:13 GMT</pubDate><link>http://ctonia.goboardz.com/forum_topic.asp?ID=10973</link><guid>http://ctonia.goboardz.com/forum_topic.asp?ID=10973</guid></item><item><title>Anobii - il social network per la condivisione delle proprie letture</title><description>Mi è sembrato utile (in questo imperversare ormai del multiverso del 2.0 :-D ) fare un profilo di ctonia su anobii in modo tale da poter far conoscere la rivista a tutti coloro che usano il web (e meno male che esistono) anche per parlare di libri. Ho pensato di inserire tutti i testi presenti nella 'biblioteca' di ctonia.com con allegata una parte delle nostre recensioni e col rimando a continuare la lettura in ctonia.com in modo tale da invitare a leggere la rivista stessa.

il social network è semplice e immediato e mi sembra anche molto carino come gestione delle librerie. personalmente mi sono fatto anche un account privato. Nel caso vi sentiste stimolati fatelo. mi farebbe solamente piacere ri-trovarci anche lì e poter condividere anche letture non direttamente ctonie. E poi anche per la rivista potrebbe risultare un metodo veloce e diretto per consigli, brevi commenti, lavori in corso ecc..

Tra l'altro oltre alla biblioteca si potrebbero inserire anche i testi maggiormente pregnanti che compaiono nelle bibliografie degli articoli.

che ne pensate?

ctonia è qui:
http://www.anobii.com/ctonia
non ho ancora caricato tutte le anteprima delle recensioni, sono ancora  in progress ..

e io sono qui:
http://www.anobii.com/alelos</description><pubDate>Mon, 3 Aug 2009 13:59:04 GMT</pubDate><link>http://ctonia.goboardz.com/forum_topic.asp?ID=16199</link><guid>http://ctonia.goboardz.com/forum_topic.asp?ID=16199</guid></item><item><title>&amp;quot;Solo il dopodomani mi appartiene. C'è chi nasce postumo.&amp;quot; [ CTONIA -5, Post-umanesimo ]</title><description>E finalmente, in questa estate fin troppo laboriosa, giungiamo .. postumi ... :-)


Quinto gradino, ennesima ipologia che ha questa volta di mira l’uomo in quanto Uomo, l’uomo in quanto non oltrepassato, l’uomo in quanto non trasgredito e non trapassato; quella categoria dell’umano intesa pertanto come massima espressione del narcisismo conservativo teo-tele-gnoseologico che ha posto l’anthropos a un vertice le cui uniche fondamenta si sono rivelate essere l’illusione e l’insicurezza; il cui unico risultato è stato quello di aver smentito se medesimo e quella stessa pretesa verticalità e gerarchia della quale la catastrofe postumana non si vergogna di vergognarsi.
Questo 5, questo pentacolo disastrato, questa pretesa misura di tutte le cose ricondotta finalmente ai suoi capogiri ha dunque di mira noi stessi: oltraggiare l’uomo in quanto Uomo, affondare i nostri stessi limiti che paradossalmente sono consistiti nel pretendere di non averne; nel non avere coscienza di quel nulla di fondo delle cose, di quel baratro che ci anima e devasta, che ci nutre ma di cui siamo anche il perpetuo e rabbioso pasto.
Ctonia -5 si presenta diversamente dalle sue sorelle: a svantaggio della parte creativa si è imposta una maggiore presenza della parte critica. Assente, in questa uscita, insieme alle trame, anche le biografie ctonie. Poco male. Riconoscere l’aspra materialità incompleta e fluttuante del pensiero, del fare e dello scrivere costituisce il nerbo di questa iniziativa. Nella creazione vi è una componente fuori controllo, casuale, imperfetta e asimmetrica. Non saremo di certo noi a negarla. Buona lettura.

[IMG]http://i467.photobucket.com/albums/rr33/Los-507/banner-5.jpg[/IMG]

Mi scuso un pò con tutti coloro che hanno partecipato per la lentezza con cui ho impaginato il numero, soprattutto con quelli che mi avevano inviato i loro contributi già da mesi. Spero che l'attesa sia valsa!

Personalmente sono davvero contento di questo numero: vario, ironico ma al contempo granitico e cosciente dell'importanza della forza di gravità :-)
Grazie a tutti!
Sono un pò impaziente di postare qualche discussione ma, giustamente, aspetterò almeno le prime digestioni di questa nuova uscita!

Alessandro



</description><pubDate>Fri, 17 Jul 2009 01:13:59 GMT</pubDate><link>http://ctonia.goboardz.com/forum_topic.asp?ID=16035</link><guid>http://ctonia.goboardz.com/forum_topic.asp?ID=16035</guid></item><item><title>Libri ctoni e non...</title><description>C'è la sezione dedicata al cinema, quella dedicata alla musica, come poteva mancare quella dedicata ai libri?
è così che vorrei introdurre un argomento che è sicuramente molto diverso da quelli trattati sino ad ora in questa sede. Inizio con la recensione di un libro che mi è molto piaciuto anche se a tratti ci si rende conto di quanto sia fortemente politicizzato, ma sono altri gli aspetti interessanti che vorrei sottolineare.

[img]http://img139.imageshack.us/img139/4382/9788854103672gyq3.jpg[/img]

Il testo in questione è &amp;quot;Il libro nero dei Serial Killer&amp;quot; di Colin Wilson e Donald Seaman, due criminologi amercani.
&amp;quot;Per devianza si intende comunemente ogni atto o comportamento (anche solo verbale) di una persona o di un gruppo che viola le norme di una collettività e che di conseguenza va incontro a una qualche forma di sanzione. Un atto può quindi essere considerato deviante solo in riferimento al contesto socio-culturale in cui ha luogo.&amp;quot; Questa la definzione da dizionario; il libro parla appunto di questi sogetti deviati; alcuni fra i serial killer più conosciuti e discussi al mondo, altri minori, ma l'aspetto interessante è il &amp;quot;perchè&amp;quot;
Perchè Loredana Cianciulli uccideva e saponificava le sue clienti?
Perchè Cikatilo ha violentato, ucciso e divorato decine e decine di bambini? (non mi rispondete perchè hanno la carne tenera)
Qui si trovano le spiegazioni delle implicazioni psicologiche ma anche genetiche delle pulsioni che spingono le persone a comportarsi in un certo modo. Molti potrebbero pensare che sono semplicemente pazzi, nulla di più lontano dalla verità, diversi sono i motivi, spesso traumi, ma molto più spesso ci si rende conto di quanto siano atti alla portata anche dell'individuo ritenuto più sano al mondo. Eccessi d'ira, puro sadismo o vendetta, sono solo le amplificazioni di sentimenti infondo che ogni giorno tutti noi affrontiamo, essere un omicida o un criminale non significa essere un mostro uscito da chissà quale esperimento scientifico venuto male, ma significa farsi domare dal proprio istinto perdendo ogni controllo razionle, naturalmente questa è solo una delle numerose teorie sull'argomento.

Ho trovato molto interessante come dall'analisi della scena del delitto, l'osservazione del &amp;quot;modus operandi&amp;quot; si riesca spesso a risalire al quasi perfetto identik del killer con una tale precisione che rivela il lato scientifico sul quale, poi, la criminologia si basa. E' sorprendente capire quanto siano semplici e logici i ragionamenti di persone poi etichettate come pazze e ri nchiuse in qualche manicomio criminale. E' sorprendente capire quanto sia labile il confine fra soggettività ed oggettività, fra normalità e pazzia. C'è chi ha ucciso per puro piacere, per capire cosa si provava e fin dove ci si riusciva a spingere, c'è chi ha ucciso per vendetta e chi per amore, chi per cibarsi delle proprie vittime chi per reale e totale lesione dei neuroni. Ma fra le tante motivazioni date una ha destato particolarmente il mio interesse, quella sulle pulsioni sessuali;

Tutti gli animali, esseri umani compresi, hanno una sorta di gerarchia sociale, una catena nella quale ognuno è dominante o subordinato rispetto a qualcun altro. Il 5% degli individui è quello dominante, che in un ambiente sovraffollato si trasforma in un 5% criminale che esprime, quindi, la propria posizione di dominanza ad esempio attraverso lo stupro e il cannibalismo. Non è un caso che gli atti criminali sono maggiormente diffusi nei quartieri poveri e affollati, generalmente furti, in società leggermente più agiate più diffuso è il crimine sessuale, mentre negli ambienti più ricchi diffuso è l'omicidio per bisogno di autostima. C'è da notare in particolar modo come il sesso, negli animali sia una forma di comportamento volto al predominio ed utilizzato appunto per imporre la propria supremazia, specialmente negli animali tenuti in cattività.
Così è anche per gli esseri umani, generalmente gli individui a dominanza alta sono quelli che hanno maggiori pulsioni sessuali rispetto gli altri, ad esempio le donne maggiormente dominanti prediligono forme di sesso più promiscue. Riporto testualmente i risultati della ricerca di Maslow

&amp;quot;Ciò che lo stupì fu la scoperta che i soggetti della ricerca tendevano a dividersi in tre gruppi: a dominanza alta, a dominanza media e a dominanza bassa. Una donna a dominanza media poteva anche avere un impulso sessuale forte, ma sua esperienza sessuale era in genere, limitata: tendeva ad avere un unico uomo. Le donne a dominanza bassa ( elementi che era difficile coinvolgere nel gruppo) erano inclini a credere che lo scopo esclusivo del sesso fosse procreazione, e una di loro che era sterile si rifiutava di avere rapporti sessuali con il marito, benché possedesse un forte impulso sessuale. (E’ importante sottolineare che in tutti tre i gruppi c’erano dei
soggetti con impulsi sessuali intensi, ma la quantità di sesso a cui si abbandonavano dipendeva dal loro livello di dominanza). Le donne a dominanza media avevano un atteggiamento romantico nei confronti del sesso: amavano essere corteggiate con candele, fiori e musica rilassante, e privilegiavano il tipo d’uomo che incarnasse il”padre di famiglia”, qualcuno che fosse stabile piuttosto che eccitante. Le donne a dominanza bassa sembravano convinte che il sesso fosse alquanto disgustoso. La maggior parte di loro ensava che l’organo sessuale maschile fosse brutto, mentre le donne a dominanza alta lo consideravano bello.La constatazione realmente significativa che emerse dallo studio è che le donne tendevano a preferire i maschi con caratteristiche di dominanza leggermente superiori alle loro, ma appartenenti allo stesso gruppo. La donna a dominanza bassa prediligevano il tipo d’uomo che le ammirasse a distanza per anni, senza far loro una corte serrata, mentre erano impaurite dagli uomini a dominanza media o alta. Le donne a dominanza media erano intimidite dagli uomini a dominanza alta. Le donne a dominanza alta privilegiavano il tipo d’uomo che le facesse inginocchiare ai loro piedi e che, nel fare l’amore, le gettasse sul letto e le prendesse quasi con la forza. Una donna  appartenente a questo gruppo passo anni interi alla ricerca di un uomo con caratteristiche di dominanza superiori alle sue, ma non riuscì a trovarlo. Quando alla fine, trovò quello che stava cercando, lo sposò e gli rimase fedele. Le piaceva, però, ingaggiare delle lotte che lo rendessero violento e finissero con una specie di stupro, un’esperienza che trovava immensamente eccitante. Una donna a dominanza alta, che avrebbe potuto avere un orgasmo praticamente limitandosi a guardare un uomo, sosteneva di non riuscire a raggiungere il piacere neanche con due amanti perché erano troppo fiacchi.&amp;quot;

Da questo si nota la fortissima correlazione che c'è fra il sesso e un carattere dominante.

Perdonatemi se sono stata troppo &amp;quot;Lucarelliana&amp;quot; e prolissa, spero che qualcuno possa trovarla una lettura interessante.</description><pubDate>Sun, 7 Jun 2009 18:24:56 GMT</pubDate><link>http://ctonia.goboardz.com/forum_topic.asp?ID=10135</link><guid>http://ctonia.goboardz.com/forum_topic.asp?ID=10135</guid></item><item><title>Un po' di musica...</title><description>Apro questo topic sulla scia di quello del cinema, come deposito di segnalazioni, suggerimenti e discussioni in ambito musicale.
Io parto col segnalarvi una novità di quest’anno.

Sturmundrama è il terzo album (dopo “Danzando sul sepolcro di dio” e “L’etica del Dandy”) dei Namenlos, duo perugino formato da Friedrich Lestat Namenlos e Siren Obscene, anch’esso rigorosamente autoprodotto. Io li seguo da un po’, ma mi permetto di suggerire l’ascolto di quest’ultimo lavoro perché secondo me rappresenta un vero salto di qualità nel loro percorso.
Nonostante abbiano mantenuto un legame con i lavori precedenti (che a me sa di onestà intellettuale), questo è, però, il disco dell’evoluzione sia musicale che concettuale. Sia Friedrich che Siren sono maturati moltissimo, l’uno a livello compositivo (sue tutte le musiche e anche i testi) e l’altra a livello vocale ed interpretativo, con il risultato che siamo di fronte ad un’atmosfera molto diversa da quella alla quale ci avevano abituati. Più raffinata e anche, se vogliamo, meno ingenua, più “complessa” (Vis, ti prego, passami il termine), insomma di qualità. Finalmente si può apprezzare come merita la vocalità di Siren che ne rivela una forza e una padronanza inaspettate. “Amour Fou”, il pezzo in cui è assoluta protagonista, è grandioso, emozionante, da brivido. Ma tutto il disco è permeato di elementi evocativi. Dalla marzialità de “Il Forte e la Tempesta” passando per la dimensione quasi ipnotica, di sottile stordimento di “Et lorsq’à l’Europe” per finire con la malinconia dolcissima di “A’ la guerre”…

Da segnalare il disco, ma anche (e soprattutto) le loro performance live che sono assolutamente spettacolari, fuori dall’ordinario, mature e strutturate. Una efficace trasposizione visiva dei concetti espressi negli album. E non solo. I riferimenti culturali da cui i Namenlos partono, sono vari e forti, e speriamo che a breve  passino di qui per far due chiacchiere con noi.
</description><pubDate>Fri, 17 Apr 2009 15:48:03 GMT</pubDate><link>http://ctonia.goboardz.com/forum_topic.asp?ID=9008</link><guid>http://ctonia.goboardz.com/forum_topic.asp?ID=9008</guid></item><item><title>Movie</title><description>[IMG]http://i341.photobucket.com/albums/o388/Silviasixtyphoto/03bBergmanpicPersona.jpg[/IMG] 

Il cinema non è un mestiere. È un'arte. Non significa lavoro di gruppo. Si è sempre soli; sul set così come prima la pagina bianca. E per Bergman, essere solo significa porsi delle domande. E fare film significa risponder loro. Niente potrebbe essere più classicamente romantico. (Jean-Luc Godard)

....e solo i film di Bergman riescono a dare delle risposte alle mie continue domande...spesso non così facili da accettare...

Persona....
</description><pubDate>Fri, 27 Feb 2009 23:22:55 GMT</pubDate><link>http://ctonia.goboardz.com/forum_topic.asp?ID=11959</link><guid>http://ctonia.goboardz.com/forum_topic.asp?ID=11959</guid></item><item><title>la Fura dels Baus</title><description>
Ancora una volta in Italia per il nuovo progetto BORIS GODUNOV .)


La Fura dels Baus in Italia 
Interprete di un teatro totale, che sfrutta le moderne tecnologie fondendole al linguaggio estetico del corpo più che alla parola, la compagnia catalana La Fura dels Baus è nuovamente in Italia dopo Metamorfosis, lo spettacolo tratto dal capolavoro di Franz Kafka. Presentato in anteprima a Bolzano, Boris Godunov è il nuovo allestimento che il regista Àlex Ollé e l'autore del testo David Plana hanno ricalcato sui tragici fatti del Teatro Dubrovka di Mosca: nell'ottobre 2002, un commando di truppe speciali russe irruppe coi gas ove si trovavano asserragliati terroristi ceceni carichi di esplosivo. Il bilancio delle vittime e degli intossicati fu altissimo.

Lo spettacolo, spogliato da riferimenti troppo aderenti alla realtà geopolitica, rappresenta l'eterna lotta per il potere tra opposti estremismi, nutrendosi - secondo un canone più volte sperimentato dal gruppo catalano - di immagini forti e trovate spiazzanti, che coinvolgono direttamente il pubblico nell'azione. Gioca a favore dell'impianto drammaturgico il fatto che l'anomalo sequestro si compì realmente in un teatro, mentre si dava la replica di un musical, sostituito in questo caso dalla tragedia di Pushkin (che da il titolo alla pièce), scelta per le molteplici sottili affinità che vi si possono intravvedere. 

Boris Godunov sarà nuovamente in scena al Teatro Ariston di Mantova il 22 e 23 giugno, nell'ambito del Festival europeo di teatro urbano e di scena che vi si svolge fino a domenica 29. Lo spettacolo varcherà nuovamente le Alpi nel 2009, quando - tra febbraio e marzo - toccherà Genova (6-7 febbraio), Bologna (dall'11 al 14), Firenze (17-18), Senigallia (21-22), Milano (dal 26 febbraio al 7 marzo), Torino (dal 10 al 15), Ferrara (20-21) e Pordenone (24-25 marzo).

Prima che ciò avvenga, un altro spezzone della Fura - ormai una realtà multinazionale in grado di portare in tournée più spettacoli contemporaneamente - sarà in Italia a luglio con Imperium, un allestimento dalle intonazioni gotiche, interpretato da sole attrici e performer di sesso femminile. 

Il regista Jürgen Müller ha spinto verso l'eccesso l'approccio multidisciplinare del gruppo, immaginando con Lluís Fusté Coetzee una scenografia da Medioevo post atomico, in cui la parola è sostituita da un vocabolario di espressioni corporali e simboliche organizzate in quadri. Vi si rappresenta il potere corruttivo dell'imperialismo, suadente e rassicurante nelle apparenze ma truce e spietato negli effetti. Annullando ogni spazio convenzionale tra artisti e pubblico, Imperium punta a trascinare emotivamente gli spettatori in un sogno-incubo fatto di maschere, fumi, luci, suoni e macchine totemiche che richiamano alla mente culture e popoli scomparsi. In un crescendo di efferatezze, la legge dell'&amp;quot;occhio per occhio, dente per dente&amp;quot; produce i suoi effetti, condannando l'umanità al cannibalismo e infine alla distruzione.

Imperium sarà in scena al PalaSharp di Milano dal 30 giugno al 4 luglio e alla Tesa 94 dell'Arsenale di Venezial'11 e 12 dello stesso mese. (e.f.)

(rif. http://delteatro.it/news/2008-06/la-fura-dels-baus-in-italia.php)


La Fura dels Baus è il nome di una compagnia teatrale catalana. Fondato a Barcellona nel 1979, si definisce come un gruppo di teatro urbano che ricerca uno spazio scenico distinto da quello tradizionale. La base dei loro lavori è composta da una gamma di espedienti scenici che includono musica, movimento, utilizzo di materiali naturali e industriali, applicazione di nuove tecnologie, e il coinvolgimento diretto degli spettatori nello spettacolo. Il tutto dominato da una creazione collettiva, in cui l'attore e l'autore sono un'unica entità.
Nel corso degli anni '90, la compagnia estende i suoi progetti artistici al teatro testuale, al teatro digitale, alla realizzazione di grandi eventi, e ad altre attività.
Aziende come Pepsi o Mercedes Benz li hanno impiegati per &amp;quot;azioni&amp;quot; promozionali.
Fedele ai suoi principi di creazione partecipativa, la Fura sviluppa progetti attraverso internet, come &amp;quot;Work in progress 97&amp;quot;, spettacolo nel quale di univano scene che si svolgevano simultaneamente in diverse città, in un ambito di teatro digitale.
Da ultimo si è addentrata anche nell'industria cinematografica, con la pellicola Fausto 5.0.
La Fura dels Baus ha anche al suo attivo incisioni musicali come gruppo rock.

 Il teatro  
Le rappresentazioni della compagnia catalana, di impianto radicale e anticonformista, sono azioni teatrali estreme, installazioni provocatorie, oppure lavori teatrali più completi, sempre volti alla stimolazione del pubblico, cercando di provocarne spesso lo shock emotivo. Sono stati denominati dal giornale tedesco Neue Musikzeitung teppisti della subcultura (il termine tedesco, &amp;quot;Subkulturrabauken&amp;quot; è un neologismo).
Tra i vari spettacoli, premiati in diverse occasioni, si fanno notare Accions (1983), Suz/o/Suz (1985), Tier Mon (1988), Noun (1990), Manes (1996), Simbiosis (1997), Fausto 3.0 (1998), OBS (2000), XXX (2002), Metamorfosis, (2005-6), Imperium (2007-8), Boris Godunov (2008).
La Fura dels Baus ha realizzato la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici di Barcellona del 1992.


 L'opera 
Con Atlantide di Manuel de Falla e Il martirio di San Sebastiano di Claude Debussy la compagnia si è addentrata nel mondo dell'opera. La Fura ha preparato una messa in scena de La Dannazione Di Faust di Hector Berlioz per il Festival di Salisburgo del 1999.
Nel 2005 la Fura ha preparato Al-Mariyat Bayyanna, la cerimonia di apertura dei XV Giochi del Mediterraneo di Almeria.
Metamorfosis, presentato in Italia nel 2006, è una pièce tratta dall'omonima opera di Franz Kafka, liberamente interpretata secondo il linguaggio scenico caratteristico del gruppo.
A partire dal 2007, sono presenti al festival del Maggio Musicale Fiorentino dove saranno impegnati nell'allestimento di Der Ring des Nibelungen di Richard Wagner nel corso di tre anni: le prime due opere della tetralogia wagneriana (Das Rheingold e Die Walküre) sono andate in scena al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino di Firenze nel Giugno del 2007. La terza giornata (Siegfried) verrà rappresentata nel Novembre del 2008 e l'ultima giornata (Götterdämmerung) nel Maggio del 2009.
Tutte e quattro le opere saranno al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, eseguite dall'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Zubin Mehta.
A La Fura dels Baus è stato conferito nel 2008 il Premio della Critica Musicale Italiana &amp;quot;Franco Abbiati&amp;quot; (riconoscimento per la stagione 2007).

link ufficiale:
http://www.lafura.com/entrada/index2.htm


...mi auguro di trasmettere a tutti voi la passione che lacera e appaga...


[IMG]http://i341.photobucket.com/albums/o388/Silviasixtyphoto/big_la_fura_dels_baus_boris_godunov.jpg[/IMG]</description><pubDate>Sat, 21 Feb 2009 13:45:32 GMT</pubDate><link>http://ctonia.goboardz.com/forum_topic.asp?ID=12253</link><guid>http://ctonia.goboardz.com/forum_topic.asp?ID=12253</guid></item>
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